Ben noto a tutti,il gioco degli scacchi ha tradizioni antichissime e fin dagli esordi ha rappresentato un gioco “intellettuale”,dove usare metodo, strategia e scaltrezza. La parola scacco deriva dal persiano shāh,che significa re. Il gioco,di probabile origine indiana, diffusosi successivamente in Persia e soprattutto tra gli Arabi, fu conosciuto in Europa occidentale a partire dalla seconda metà dell’ XI secolo. Nel XV secolo,più precisamente durante l’ultimo ventennio,e al principio del seguente furono modificati i movimenti di alcuni pezzi e proprio in quell’epoca furono fissate le regole che sono in uso ancora oggi. In ogni paese si sono venute a creare delle associazioni,associazioni scacchistiche nazionali,le quali a loro volta sono riunite nella Federation Internationale des Échecs(FIDE).La federazione promosse la codificazione delle norme oggi universalmente seguite. Il gioco si svolge su una scacchiera tra due giocatori che dispongono ognuno di 16 pezzi (re,regina,2 torri,2 alfieri,2 cavalli e 8 pedoni) divisi in due colori:bianco e nero. Al bianco per consuetudine spetta iniziare la partita facendo la prima mossa. Successivamente i giocatori muovono i loro pezzi in modo alternato,effettuando una sola mossa per volta. Il gioco termina quando si attua lo scacco matto,ma la fine della partita si può avere anche per abbandono di uno dei giocatori o per patta. Nel corso della storia si sono avute anche partite di scacchi dal carattere spettacolare e insolito,basti pensare alle partite che si giocano con pezzi viventi. La prima partita che vide l’utilizzo di uomini che impersonavano i pezzi fu giocata a Carlsbad nel 1682 da Giovanni Giorgio III elettore di Sassonia. Anche in Italia si è trasmessa questa tradizione degli scacchi viventi,precisamente tali partite vengono giocate in settembre nella città di Marostica (Vicenza).
Manuela Cappuccia
